Grasso essenziale ma da controllare
Il colesterolo è un grasso, ma è un grasso diverso da tutti gli altri perché non ha funzione energetica e quindi non si accumulerà mai nei tessuti adiposi.
È invece fondamentale per assolvere diverse funzioni nell’organismo: costituisce le membrane cellulari (soprattutto nel sistema nervoso), è coinvolto nei processi digestivi (perché forma la bile), partecipa alla produzione di vitamina D e infine è il precursore di ormoni corticosteroidi e sessuali come il testosterone e gli estrogeni.
Dato che è necessario per tutti questi importanti processi, il nostro organismo è in grado di sintetizzarlo autonomamente: in particolare la quota maggiore del nostro colesterolo deriva proprio da quello che produciamo (colesterolo endogeno), mentre solo una piccola parte è di origine alimentare.
L’ipercolesterolemia (cioè un livello di colesterolo totale nel sangue superiore ai 240 mg/dl) è una condizione che negli ultimi 10 anni è risultata particolarmente in crescita in entrambi i sessi.
Questo è correlato a un aumento delle patologie cardiovascolari e sono soprattutto a rischio la popolazione anziana e le donne in menopausa.
L’ipercolesterolemia è resa più problematica dal fatto che spesso è asintomatica, cioè non si manifesta con disturbi.
Perciò per conoscere il livello di colesterolo nel sangue, è bene effettuare regolarmente un semplice esame.
TIPI DI COLESTEROLO
I valori di colesterolo rilevati dalle analisi del sangue sono tre: il colesterolo “cattivo” LDL, il colesterolo “buono” HDL e il colesterolo totale (dato dalla somma dei primi due).
Il colesterolo LDL si deposita sulla parete delle arterie provocandone l’ispessimento e l’indurimento progressivi.
Questo processo, chiamato aterosclerosi, può portare nel tempo alla formazione di vere e proprie placche che ostacolano il flusso sanguigno, talvolta fino anche a bloccarlo, causando a livello cardiaco l’infarto del miocardio e a livello cerebrale l’ictus.
Il colesterolo HDL è quello “buono” perché favorisce l’eliminazione del colesterolo cattivo.
Quindi più alti sono i valori di HDL meglio è per la nostra salute: le donne fino alla menopausa hanno valori più alti di HDL grazie agli estrogeni che infatti le proteggono da ictus e infarto.
Anche praticare attività fisica aerobica come ciclismo, ginnastica aerobica, ballo, nuoto, calcio, basket, pallavolo, cammino a passo veloce (4-5 km/ora) aumenta il colesterolo “buono” a scapito di quello “cattivo”.
Il fumo invece abbassa i livelli di HDL.
COLESTEOLO E DIETA
Quello che è ormai evidente, contrariamente a quanto sostenuto negli ultimi 30 anni, è che non basta eliminare il colesterolo dalla dieta per abbassarne i livelli ematici.
Il colesterolo è presente solamente negli alimenti di origine animale: carne, pesce, uova, latte e derivati.
I vegetali come legumi, cereali e verdura contengono invece steroli vegetali, simili chimicamente al colesterolo e che sono suoi competitori: cioè l’intestino assorbe steroli al posto di colesterolo, che viene eliminato, e così il livello si abbassa.
Ma l’organismo, se il livello si abbassa, risponde alla carenza dopo circa 25 giorni aumentando la produzione di colesterolo endogeno (“effetto paradosso”): per questo motivo anche l’eliminazione dei prodotti contenenti colesterolo (uova, formaggi, carne e crostacei) non dà risultati significativi.
Invece è fondamentale influenzare con la dieta la produzione del colesterolo endogeno che nel fegato è stimolata dall’eccessiva presenza di zuccheri semplici e dall’alcool.
Perciò per controllare l’ipercolesterolemia con l’alimentazione è decisamente più efficace la riduzione degli zuccheri semplici e raffinati.
ALIMENTI DA RIDURRE
In caso di ipercolesterolemia è consigliabile ridurre il consumo dei seguenti alimenti:
- Pasta e riso (tranne quello integrale), tutti i derivati della farina bianca come pizza, pane, biscotti e altri prodotti da forno come cracker, grissini, ecc.
- Tutti gli alimenti contenenti zuccheri come i dolci ma anche i succhi di frutta (compresi “senza zuccheri aggiunti”), yoghurt alla frutta, gelati, ghiaccioli, cereali da colazione, caramelle, cioccolato al latte, frutta sciroppata o essiccata (fichi, prugne, albicocche, uvetta), bevande analcoliche, bevande dolcificate, superalcolici e cocktail.
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