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Dott.ssa Annarita Casiere

Biologo Nutrizionista specializzata in consulenza alimentare personalizzata per il benessere psicofisico della persona.

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Gravidanza e Allattamento

Gravidanza e allattamento

GRAVIDANZA E ALLATTAMENTO

La nutrizione in gravidanza e durante l’allattamento è una vera e propria “terapia preventiva” che tutela la salute della madre e del bambino nel presente e negli anni futuri. Non si tratta di “mangiare per due”, ma di scegliere cibi di qualità e di bilanciare correttamente proteine, carboidrati, grassi e micronutrienti, con un’attenzione particolare a proteine, calcio, ferro, acido folico, vitamina D, vitamina C e vitamine del gruppo B, il cui fabbisogno aumenta in modo significativo in questi periodi.

Perché l’alimentazione in gravidanza è così importante

Dal momento del concepimento, tutto ciò che serve al feto per crescere viene ricavato dai nutrienti assunti (o dalle riserve) della madre. Una dieta squilibrata può favorire carenze (per esempio di ferro o acido folico) con ripercussioni sia sulla mamma (stanchezza, anemia, difficoltà nel recupero post‑parto) sia sul nascituro (ritardo di crescita, aumentato rischio di alcune malformazioni).​

Un’alimentazione corretta in gravidanza contribuisce a:

  • sostenere la crescita fetale e lo sviluppo del sistema nervoso, scheletrico e immunitario
  • ridurre il rischio di complicanze come ipertensione, diabete gestazionale, eccessivo aumento di peso o, al contrario, insufficiente crescita fetale
  • favorire un miglior recupero dopo il parto, anche in vista dell’allattamento

L’aumento del fabbisogno calorico è in realtà modesto: non è necessario stravolgere le abitudini, ma calibrare le quantità in relazione al peso pregravidico e alla settimana di gestazione.

Nutrienti chiave in gravidanza: cosa non deve mancare

Alcuni nutrienti diventano particolarmente critici e vanno assicurati ogni giorno, con l’alimentazione e, quando indicato, con integrazioni mirate stabilite dal medico.

  • Proteine: servono per la costruzione di tessuti fetali, placenta e aumento di massa materna; è utile distribuirle nei vari pasti, privilegiando pesce, legumi ben cotti, uova, carne magra e latticini di buona qualità.​
  • Ferro: necessario per la formazione dei globuli rossi e per prevenire l’anemia della gestante; si trova soprattutto in carne, legumi e alcuni cereali, meglio se abbinati a vitamina C (es. verdure, agrumi) per migliorarne l’assorbimento.​
  • Acido folico: fondamentale nelle prime settimane per il corretto sviluppo del tubo neurale; è presente in verdure a foglia verde, legumi e alcuni cereali integrali, ma quasi sempre è raccomandata una supplementazione pre‑concepimento e nel primo trimestre.​
  • Calcio e vitamina D: indispensabili per la formazione di ossa e denti del bambino e per mantenere il patrimonio osseo materno; provengono da latte e derivati, alcune acque minerali, pesce, uova e dall’esposizione solare controllata.​
  • Vitamine del gruppo B e vitamina C: importanti per il metabolismo energetico, il sistema nervoso e le difese immunitarie; si trovano in cereali integrali, legumi, carne, pesce, frutta e verdura fresca di stagione.​

Una dieta monotona o troppo restrittiva in gravidanza non è mai consigliabile: l’obiettivo non è “dimagrire” ma fornire tutti i nutrienti necessari evitando eccessi.

I tre trimestri: esigenze diverse, stessa attenzione alla qualità

Ogni trimestre ha caratteristiche proprie, sia dal punto di vista dei sintomi, sia per i bisogni nutrizionali.

Primo trimestre: gestire nausea e sicurezza alimentare

Nel primo trimestre molte donne sperimentano nausea, vomito e alterazioni dell’appetito. Alcune strategie alimentari possono aiutare:​

  • fare piccoli pasti frequenti (5–6 al giorno) per evitare lo stomaco completamente vuoto
  • preferire carboidrati complessi (come pane e cracker integrali) e proteine leggere (yogurt, uova, pesce ben cotto)
  • utilizzare zenzero, tisane consentite e cibi semplici, poco conditi

In questa fase è fondamentale anche l’attenzione all’igiene degli alimenti e alla scelta di cibi sicuri per ridurre il rischio di infezioni alimentari come salmonellosi, listeriosi e toxoplasmosi. In pratica significa:​

  • lavare accuratamente frutta e verdura
  • consumare carne e pesce ben cotti
  • evitare uova crude, latte non pastorizzato e formaggi a rischio, insaccati o prodotti crudi se non indicato diversamente dal medico

Secondo trimestre: prevenire il diabete gestazionale

Nel secondo trimestre il fabbisogno energetico aumenta leggermente e molte donne si sentono meglio, ma è anche il periodo in cui può comparire il diabete gestazionale. Questa condizione, che interessa circa 4 donne su 100, è caratterizzata da un aumento della glicemia durante la gravidanza, anche in assenza di un precedente diabete.​

La prima forma di cura è proprio l’alimentazione, che dovrebbe:

  • ridurre zuccheri semplici e dolciumi
  • preferire cereali integrali e abbinare sempre una fonte di proteine e fibre ai carboidrati
  • distribuire i carboidrati nell’arco della giornata, evitando grandi quantità in un solo pasto

Un buon controllo glicemico in gravidanza riduce il rischio di complicanze per la mamma e per il bambino e abbassa la probabilità di sviluppare diabete in futuro.​

Terzo trimestre: attenzione all’aumento di peso

Nel terzo trimestre la crescita del bambino è più rapida e l’incremento calorico diventa un po’ più rilevante, pur rimanendo contenuto. È importante che l’aumento di peso complessivo sia proporzionato al peso pregravidico:​

  • se la donna era sottopeso prima della gravidanza, l’aumento di peso raccomandato è maggiore, con incrementi medi settimanali più elevati
  • se era normopeso, l’aumento consigliato è intermedio
  • se era sovrappeso o obesa, l’incremento deve essere più contenuto, con un surplus calorico giornaliero inferiore

In modo semplificato, nel secondo e terzo trimestre si può considerare:

  • donna sottopeso: aumento di circa 0,5 kg a settimana, con un surplus di circa 365 kcal al giorno
  • donna normopeso: aumento di circa 0,4 kg a settimana, con un surplus di circa 300 kcal al giorno
  • donna in sovrappeso: aumento di circa 0,3 kg a settimana, con un surplus di circa 200 kcal al giorno​

L’obesità in gravidanza è associata a un maggior rischio di complicanze per la madre e per il bambino, e aumenta la probabilità che il figlio sviluppi in futuro obesità e diabete. Inoltre, un eccessivo aumento di peso rende più difficile tornare a un peso soddisfacente dopo il parto. Per questo è utile monitorare il peso regolarmente e concordare obiettivi realistici.

Alimentazione e allattamento: sostenere mamma e bambino

Dopo il parto, l’organismo della madre entra in una fase altrettanto delicata: deve recuperare dalle fatiche della gravidanza e del parto e, allo stesso tempo, produrre latte in quantità e qualità adeguate.​

Durante l’allattamento il fabbisogno energetico aumenta più che in gravidanza: in media circa 500 kcal al giorno in più nei primi sei mesi, a seconda del volume di latte prodotto. Non è però necessario “mangiare tanto” in modo indiscriminato: anche in questo caso conta la qualità di ciò che si mette nel piatto.​

I fabbisogni di alcuni nutrienti aumentano ulteriormente, in particolare:

  • proteine
  • calcio
  • iodio
  • zinco
  • selenio
  • vitamina A
  • vitamina C
  • vitamine del gruppo B​

Una dieta varia e bilanciata, che includa cereali integrali, verdura, frutta, fonti proteiche di buona qualità (pesce, uova, carne, legumi ben tollerati), latte e derivati o altre fonti di calcio, è in grado di coprire la maggior parte delle necessità.​

Una corretta alimentazione in allattamento:

  • sostiene la produzione di latte
  • aiuta la madre a recuperare energie
  • può favorire una perdita graduale del peso accumulato in gravidanza, senza ricorrere a diete drastiche

È importante evitare diete fortemente ipocaloriche o sbilanciate, perché potrebbero compromettere lo stato di salute materno e rendere più difficile mantenere l’allattamento nel tempo.

Come può aiutare un percorso nutrizionale personalizzato

Ogni gravidanza e ogni allattamento sono diversi: cambiano le condizioni di partenza (peso, eventuali patologie, abitudini di vita), le esigenze lavorative, lo stile di vita, le preferenze alimentari e il supporto familiare. Un percorso nutrizionale personalizzato permette di:​

  • valutare lo stato nutrizionale pregravidico e gli esami di laboratorio
  • definire un piano alimentare specifico per ciascun trimestre
  • prevenire o gestire condizioni come nausea intensa, diabete gestazionale, eccessivo aumento di peso o carenze nutrizionali
  • impostare, dopo il parto, un’alimentazione che sostenga l’allattamento e il recupero fisico senza penalizzare la mamma con restrizioni eccessive

Il percorso può essere seguito in studio o tramite consulenze online, così da garantire continuità e adattare il piano ai cambiamenti che inevitabilmente avvengono nel corso dei mesi. In questo modo, l’alimentazione diventa un alleato concreto per vivere gravidanza e allattamento con maggiore serenità, proteggendo la salute di due generazioni.​