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Dott.ssa Annarita Casiere

Biologo Nutrizionista specializzata in consulenza alimentare personalizzata per il benessere psicofisico della persona.

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Iperlipidemie

Iperlipidemie

IPERLIPIDEMIE

Le iperlipidemie, come ipercolesterolemia e ipertrigliceridemia, sono alterazioni del profilo lipidico molto diffuse che aumentano significativamente il rischio cardiovascolare, ma possono essere gestite efficacemente con alimentazione mirata, stile di vita e, quando necessario, terapia farmacologica. In Italia colpiscono circa il 40-50% della popolazione adulta, spesso in forma associata ad altri fattori di rischio come sovrappeso, ipertensione e sedentarietà. Un approccio nutrizionale personalizzato non è solo di supporto, ma una vera terapia che può ridurre il colesterolo LDL del 10-20% e i trigliceridi fino al 30% nei casi iniziali.

Cos’è l’ipercolesterolemia e perché è un problema

L’ipercolesterolemia è caratterizzata da livelli elevati di colesterolo totale e, in particolare, di colesterolo LDL (“cattivo”), che si accumula sulle pareti dei vasi sanguigni favorendo aterosclerosi, placche e rischio di infarto o ictus. Può essere primaria (genetica) o secondaria (da dieta ricca di grassi saturi, obesità, ipotiroidismo, farmaci).​

Valori di riferimento (linee guida ESC/EAS 2019-2025):

  • Colesterolo totale: <190 mg/dl desiderabile
  • LDL: <100 mg/dl (o <70 mg/dl in alto rischio cardiovascolare)
  • HDL (“buono”): >40 mg/dl uomini, >48 mg/dl donne​

Spesso asintomatica per anni, si scopre casualmente con esami del sangue, ma un controllo non adeguato danneggia cuore, cervello e arterie periferiche.

Ipertrigliceridemia: il “silenzio” dei grassi del sangue

L’ipertrigliceridemia si verifica quando i trigliceridi (grassi derivati da carboidrati, zuccheri e alcol) superano i 150-200 mg/dl, favorendo pancreatite acuta, steatosi epatica e rischio cardiovascolare associato. È strettamente legata a insulino-resistenza, sovrappeso addominale, diabete e abuso alcolico.​

Livelli critici:

  • Normali: <150 mg/dl
  • Alti: 150-499 mg/dl (richiedono intervento stile di vita)
  • Molto alti: >500 mg/dl (rischio pancreatite immediato)​

A differenza del colesterolo LDL, i trigliceridi rispondono rapidamente (settimane) a cambiamenti dietetici mirati.

Segnali da non sottovalutare e importanza dello screening

Queste condizioni sono spesso “silenziosi”, ma segnali indiretti meritano attenzione:

  • stanchezza persistente, soprattutto post-pasto
  • dolore toracico o dispnea da sforzo (segno aterosclerosi avanzata)
  • xantomi (noduli giallastri su palpebre, tendini) nell’ipercolesterolemia familiare
  • pancreatite ricorrente o fegato ingrossato negli alti trigliceridi.​

Screening raccomandato:

  • Esami lipidici completi (colesterolo totale, HDL, LDL, trigliceridi, non-HDL) dopo i 40 anni, o prima con familiarità/sovrappeso.
  • SCORE2 o algoritmi di rischio 2025 per stratificare il pericolo cardiovascolare.

Complicanze: dal cuore al fegato, un rischio sistemico

Senza controllo, le iperlipidemie favoriscono:

  • malattie cardiovascolari (infarto, ictus: primo killer in Italia)
  • aterosclerosi periferica (gambe, claudicatio)
  • steatosi epatica (da trigliceridi alti)
  • pancreatite acuta (>1000 mg/dl trigliceridi).

Una gestione integrata (dieta + movimento) riduce il rischio del 30-50%.

Predislipidemia: il momento ideale per invertire la rotta

Livelli “di confine” (LDL 130-190 mg/dl, trigliceridi 150-300 mg/dl) sono un campanello d’allarme reversibile con:

  • perdita 5-10% peso corporeo
  • dieta mediterranea ipolipidica
  • 150 min/settimana attività aerobica.

Studi mostrano che il 70% dei casi precoci non evolve in malattia conclamata.

Alimentazione come terapia: modello mediterraneo ipolipidico

La dieta mediterranea adattata è il gold standard: ricca di fibre, grassi monoinsaturi, povera di saturi/trans/zuccheri. Obiettivi:

  • Ridurre LDL: fibre solubili (avena, legumi, mele), fitosteroli (olio EVO), noci.
  • Abbassare trigliceridi: basso carico glicemico, no zuccheri/fruttosio, omega-3 (pesce azzurro 3x/settimana), alcol <10g/giorno.

Piano personalizzato per iperlipidemie

Ogni percorso inizia con un'analisi completa e personalizzata della tua situazione: esami lipidici recenti (colesterolo totale, LDL, HDL, trigliceridi, non-HDL), funzionalità epatica e renale, bioimpedenziometria per valutare grasso viscerale (critico per trigliceridi), anamnesi familiare, abitudini alimentari (alcol, fumo), stile di vita lavorativo e attività fisica.

Da qui costruiamo insieme un piano alimentare su misura di 4 settimane, con:

  • menu mediterraneo ipolipidico low-cost, ricette pratiche
  • strategie per pasti fuori casa, mensa, ristorante
  • monitoraggio quindicinale o mensile (peso, circonferenza vita, nuovi esami)

Sono disponibile presso il mio studio a Pesaro e Fano o con consulenza online, soprattutto per mantenere un focus a lungo termine, per ridurre il rischio cardiovascolare del 30-50% e recuperare energia quotidiana.